Torna indietro


Dal 7 luglio 2022 è entrata in vigore una nuova disposizione, mutuata dalla direttiva europea sul copyright, che ha arricchito la legge sul diritto d'autore, introducendo il nuovo obbligo di “rendiconto agli autori”. Rendiconto di cosa? Di come vengono sfruttate economicamente le opere vendute o altrimenti cedute o, ancora, concesse in licenza a terzi. 

Il cessionario di un'opera o, alternativamente, il licenziatario di un'opera è oggi obbligato a comunicare all'autore almeno ogni sei mesi alcuni dati rilevanti, aggiornati e completi, su “come procede” lo sfruttamento commerciale dell'opera trasferita o concessa in licenza.  

Il dato interessante è che questo nuovo strumento, oltre a obbligare il cessionario o il licenziatario dell'opera a una maggiore trasparenza in favore dell'autore, fa sorgere, quanto meno in astratto, il potenziale diritto dell'autore di pretendere una  “remunerazione ulteriore, adeguata ed equa” se la remunerazione concordata si rivela sproporzionatamente bassa rispetto ai ricavi originati nel tempo dallo sfruttamento dell'opera. In altri termini: un'interpretazione letterale della legge fa intendere che, grazie a questo nuovo rimedio, quando dallo sfruttamento dell'opera si ottengono ricavi maggiori rispetto a quelli inizialmente previsti dalle parti, gli autori potranno pretendere dal cessionario o dal licenziatario dell'opera un adeguamento del compenso stabilito contrattualmente in prima battuta.

Ma andiamo con ordine. Cos'è il “rendiconto” nell'ambito del diritto d'autore?

Di frequente i contratti di cessione o di concessione in licenza di opere dell'ingegno prevedono a carico del cessionario o del licenziatario l'obbligo di rendicontare periodicamente l'andamento dello sfruttamento economico dell'opera. Ciò accade soprattutto quando le parti prevedono che il compenso dell'autore sia proporzionale all'effettivo sfruttamento economico dell'opera da parte del cessionario o del licenziatario. Si tratta del cosiddetto compenso “a royalty”. 

Ad esempio: il contratto potrebbe stabilire che l'autore ha diritto a 100 euro per ogni copia dell'opera venduta, oppure per ogni catalogo venduto, contenente la fotografia dell'opera. 
È evidente che in questi casi la previsione per via contrattuale di un obbligo di rendiconto in capo al cessionario o al licenziatario dell'opera sia già diffusa, altrimenti sarebbe impossibile statuire l'andamento della performance dell'opera e, di riflesso, i corrispettivi spettanti all'autore. 

Se, invece, le parti stabiliscono un unico compenso forfettario per la cessione o la concessione in licenza dell'opera (il cosiddetto conpenso “a forfait”), spesso, non essendoci l'esigenza di calcolare un compenso proporzionale all'effettivo sfruttamento economico dell'opera, l'obbligo di rendiconto non viene contrattualizzato e l'autore resta all'oscuro dei relativi dati. 

Pare che il nuovo obbligo di legge di rendiconto agli autori gravi su tutti i cessionari e licenziatari di opere, a prescindere dalla contrattualizzazione di un compenso a royalty, ossia proporzionale alla performance dell'opera, o a forfait. 

Quali informazioni dovranno essere fornite agli autori delle opere cedute o concesse in licenza?
Tutte le informazioni utili a comprendere in che modo vengono sfruttate le opere e con quali esiti.

In particolare, la legge obbliga i licenziatari e i cessionari a trasmettere agli autori un rendiconto almeno semestrale che dia indicazioni su:
- tutti i soggetti interessati all'opera con cui siano stati stipulati accordi contrattuali o commerciali:  ad esempio, i nomi di tutti gli utilizzatori secondari dell'opera;
- le concrete modalità di sfruttamento delle opere, cioè quali usi ne sono stati fatti;
- i ricavi generati da tali sfruttamenti, ivi inclusi gli introiti pubblicitari e di merchandising, e la relativa remunerazione contrattualmente dovuta all'autore, secondo quanto stabilito negli accordi con il cessionario o il licenziatario;
- con riferimento specifico agli autori di contenuti audiovisivi dovranno essere comunicati loro i numeri di acquisti, di visualizzazioni, nonché di abbonati.

Inoltre, quando il cessionario o il licenziatario dell'opera la concede a sua volta in licenza a terzi, gli autori hanno diritto di ricevere informazioni supplementari direttamente da parte dei sublicenziatari, ciò se la prima controparte contrattuale non detiene tutte le informazioni necessarie. 

L'introduzione dell'obbligo di rendiconto è rivoluzionaria per molteplici ragioni. 

Innanzitutto perché introduce una maggiore trasparenza a vantaggio degli autori, spesso parte debole del rapporto contrattuale; tale obbligo di trasparenza, peraltro, è previsto dalla legge a prescindere dall'esistenza di un contratto che contenga una clausola con obbligo di rendiconto. In altri termini, anche solo in base alla legge, l'autore di un'opera potrà pretendere il rendiconto dello sfruttamento dell'opera stessa ogni sei mesi. 

In secondo luogo, l'introduzione dell'obbligo di rendiconto è particolarmente rilevante perché, come anticipato, parrebbe prevedere anche il diritto degli autori di pretendere e ottenere un'ulteriore remunerazione adeguata ed equa per la propria opera ceduta o concessa in licenza a terzi.

Ad esempio: poniamo che l'autore abbia stabilito contrattualmente un compenso a forfait per la concessione in licenza della propria opera. 
Oggi, in forza del nuovo obbligo di rendiconto, potrà richiedere al licenziatario, per l'appunto, il rendiconto della performance della propria opera e, se sulla base del rendiconto dovesse emergere che il corrispettivo stabilito a forfait sia troppo esiguo rispetto ai ricavi ottenuti dal licenziatario attraverso lo sfruttamento economico dell'opera, l'autore potrebbe richiederne e ottenerne un adeguamento. 

Peraltro i cessionari o licenziatari che dovessero rifiutarsi di trasmettere il rendiconto agli autori sarebbero soggetti a pesanti sanzioni amministrative che dovrebbero, almeno teoricamente, dissuaderli da comportamenti poco virtuosi. 

E non solo: la disposizione prevede anche che la mancata comunicazione del rendiconto costituisca una presunzione legale di inadeguatezza del compenso in favore dei titolari dei diritti.

Insomma: questo nuovo strumento preannuncia l'aprirsi di nuovi scenari particolarmente favorevoli per artisti e autori, con l'auspicio che la sua applicazione concreta risulti all'altezza delle aspettative. 

Iscrivetevi al nostro canale YouTube: abbiamo un'intera sezione dedicata al diritto d'autore. Per maggiori informazioni visitate il nostro sito e seguiteci sui social media.  

 

Maria Irene Severino

--

Ultimi contributi in materia di diritto d'autore:

DIRITTO D’AUTORE: IL CASO CATTELAN CONTRO DRUET

- PUBBLICAZIONE DI UN'OPERA D'ARTE SU FACEBOOK E PROVA DELLA PATERNITÀ

- DIRITTO D'AUTORE: DI CHI SONO I DIRITTI ECONOMICI DELLE OPERE CREATE SU COMMITTENZA? PRIMA PARTE

- DIRITTO D'AUTORE: DI CHI SONO I DIRITTI ECONOMICI DELLE OPERE CREATE SU COMMITTENZA? SECONDA PARTE

- DIRITTO D'AUTORE - APPROPRIATION ART E CONTRAFFAZIONE (CASO FONDAZIONE GIACOMETTI CONTRO JOHN BALDESSARRI E FONDAZIONE PRADA)

 

Condividi questo contenuto
Non ci sono ancora commenti: commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contraddistinti dal simbolo *

Inviando confermo il consenso al trattamento dei dati personali che ho inserito nel modulo disciplinato dalla Privacy Policy