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Quali regole devono rispettare i social network a tutela dei minori? 

In due precedenti video e articoli abbiamo affrontato i temi della diffusione da parte dei genitori delle immagini di minori sul web e del cosidetto consenso digitale del minore, ossia del modo in cui i minori entrano nel mondo digitale, utilizzando il web, piattaforme di gioco online e social network.

Parliamo ora di un provvedimento d'urgenza emesso di recente dal Garante per la protezione dei dati personali contro TikTok, il social network cinese famoso per la condivisione di video brevi.

Dopo il drammatico caso di una bambina di 10 anni morta perché voleva superare una sfida di soffocamento estremo popolare su TikToK, il Garante ha disposto nei confronti del social network il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non fosse stata accertata con sicurezza l’età anagrafica.

A dir la verità, già a gennaio 2020 contro TikToK il Garante aveva chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, di attivare una specifica task force per la tutela dei minori, e a dicembre 2020 aveva già avviato un procedimento per contestare, in particolare, che il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni risulta in concreto facilmente aggirabile: infatti, al minore basta inserire una data di nascita anteriore per poter accedere liberamente

In altri termini, TikToK non compie alcuna verifica sull’età degli utenti e, così facendo, non rispetta le norme sulla privacy italiane derivanti dal GDPR, le quali prevedono che l’iscrizione ai social network del minore che non abbia compiuto 14 anni possa avvenire solo con il consenso autorizzato dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Altre specifiche contestazioni del Garante riguardano: 
- la standardizzazione dell’informativa sul trattamento dei dati, che non tiene conto della specificità dei minori (pertanto, i rischi connessi all’uso di TikTok non sono da loro agevolmente compensibili); 
- la non trasparenza sulle modalità di conservazione dei dati e di trasferimento degli stessi nei Paesi extra-UE;
- la presenza di impostazioni predefinite che di fatto determinano la massima visibilità ai contenuti pubblicati su TikTok, sebbene il GDPR preveda che le impostazioni di default debbano consentire all’utente di scegliere se rendere o meno accessibili i dati personali a un numero indefinito di persone.

Come dichiarato dal professor Pasquale Stanzione, Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, è evidente che - al di là delle garanzie tecniche che i social network possano offrire - i genitori devono esercitare un controllo costante sul modo in cui i minori usano il web e i social network: i genitori infatti rispondono personalmente dell’assenza di vigilanza sui minori e dell’omessa educazione digitale, anche per eventuali danni che possano causare a terzi, ad esempio attraverso atti di cyber-bullismo. 

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Martina Vivirito Pellegrino

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