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È piuttosto diffusa l'idea che quando condividiamo foto o video su Instagram e, più in generale, sui social network, i diritti di proprietà intellettuale relativi a quei contenuti verrebbero ceduti dall'autore al social network semplicemente attraverso la loro pubblicazione sulla relativa piattaforma. 

Una variante sul tema consiste nel ritenere che la condivisione di foto e video su Instagram comporti automaticamente la concessione di una sorta di “licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento” dei contenuti stessi in favore di qualunque terzo utente che accede alla pagina. 

Ma è veramente così? 

Come si legge nelle relative condizioni d'uso, Instagram non rivendica la proprietà dei contenuti dell'utente, il quale si limita a concedere al social network una licenza d'uso non esclusiva al solo fine di esposizione dei contenuti stessi sulla pagina social e valida fino a quando questi non vengano rimossi dall'autore. 

In altri termini, quando l'utente condivide, pubblica o carica un contenuto coperto da diritti di proprietà intellettuale – come foto o video – concede a Instagram una licenza che si caratterizza per essere:
1. non esclusiva;
2. non soggetta a royalty;
3. e trasferibile. 

Vediamo specificamente il significato di queste tre espressioni:

1. LICENZA NON ESCLUSIVA ? Concedere a Instagram una licenza non esclusiva comporta che Instagram stesso sia solo uno dei soggetti che potremmo potenzialmente autorizzare a pubblicare il nostro contenuto. Nulla ci vieta, quindi, di condividere la stessa foto o lo stesso video su un'altra piattaforma social – concedendo, quindi, un'altra licenza non esclusiva – o anche di sfruttare economicamente il contenuto in qualsiasi altro modo, ad esempio vendendolo a terzi: del resto, l'autore del contenuto foto o video è titolare del diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio del medesimo, nei limiti fissati dalla legge sul diritto d'autore. 

2. LICENZA NON SOGGETTA A ROYALTY ? La licenza che concediamo a Instagram condividendo contenuti sulla pagina è, ovviamente, a titolo gratuito: Instagram non è tenuta a pagare alcun corrispettivo per l'autorizzazione a pubblicare i nostri contenuti. 

3. LICENZA TRASFERIBILE ? la trasferibilità della licenza implica che qualsiasi utente Instagram può condividere i contenuti di altri utenti sul medesimo social network senza violare il loro diritto d’autore; non può però pubblicarli su altre piattaforme o farne altri usi: certamente non è legittimo sfruttare economicamente una foto trovata sul profilo Instagram di un nostro contatto, senza prima aver ottenuto il suo consenso. 

L'utente può revocare la licenza concessa a Instagram in qualsiasi momento: 
- eliminando i propri contenuti
- oppure eliminando il proprio account. 

Tuttavia, i contenuti potrebbero continuare a essere visibili in caso di condivisione e mancata eliminazione da parte di altri utenti di Instagram. 

Ricapitolando: pubblicare fotografie sulla propria pagina Instagram non comporta la cessione dei relativi diritti di proprietà intellettuale né a Instagram stesso, né ai terzi. 

Quindi, cosa succede in caso di utilizzo non autorizzato da parte di terzi di contenuti pubblicati su Instagram? L'autore potrà innanzitutto segnalare la violazione al centro d'assistenza di Instagram e, ove tale intervento non dovesse risultare sufficiente, eventualmente, agire in giudizio per ottenere: 
- il risarcimento dei danni, anche non patrimoniali;
- e la rimozione dello stato di fatto da cui risulta la violazione.

Ovviamente, potrà agire solo chi è effettivamente autore del contenuto oggetto di violazione, circostanza che si presume fino a prova contraria. 

A proposito di violazione del diritto d'autore e dei diritti ad esso connessi, segnaliamo un bizzarro caso di sfruttamento indebito dei contenuti pubblicati da terzi su Instagram che ha avuto una certa risonanza soprattutto oltreoceano. 

Il caso vede coinvolto il famoso artista americano Richard Prince – un habitué del ready-made fotografico – che già a partire dagli anni '70 aveva la “brutta abitudine” di, come dire, “prendere in prestito” iconiche immagini e fotografie dalle pagine di quotidiani e riviste, riproponendole come proprie opere, così perpetrando un'evidente violazione del copyright. 

Per stare al passo con i tempi, Prince è passato dalle riviste a Instagram, ma “non ha perso il vizio”: nel 2014 ha inaugurato presso la Gagosian di New York una propria installazione personale intitolata “New portraits” in cui ha esposto 38 stampe di screenshot ingranditi di fotografie che aveva trovato vagabondando su Instagram, ciascuna corredata di un commento più o meno ironico, apposto come se fosse una vera e propria firma dell'artista. 

Ovviamente Prince non aveva chiesto il permesso agli autori delle fotografie e aveva messo in vendita ciascuna stampa per un prezzo di circa 100 mila dollari, sollevando rilevanti questioni di violazione del diritto d'autore, nonché di lesione della privacy dei soggetti rappresentati.

L'artista è riuscito in numerose occasioni a farla franca: le corti americane hanno anche ampliato in suo onore i vincoli della dottrina c.d. del fair use – ossia dell'utilizzo legittimo di opere coperte da copyright.
Tuttavia, in quest'ultimo caso non ha avuto la meglio: è stato citato da un altro fotografo, Donald Graham, a cui aveva, per l'appunto, sottratto una foto pubblicata su Instagram, poi diventata parte della citata installazione “New portraits”.  Prince rivendicava anche questa volta un impiego dell'opera altrui entro i limiti del fair use; tuttavia, il giudice distrettuale statunitense ha statuito che Prince, non avendo significativamente alterato l'opera di Graham, si sarebbe limitato a sfruttare illecitamente l'opera altrui, contravvenendo alle norme in tema di copyright.  

In ogni caso, non sono mancate altre controffensive ai discutibili metodi di Prince, sebbene di natura non strettamente giuridica: la fondatrice del sito di fotografie softcore SuicideGirls a cui appartengono diverse foto “rubate da Prince” -  in arte Missy Suicide – ha provocatoriamente deciso di rivendere online gli stessi scatti a soli 90 dollari, destinando il relativo ricavato in beneficenza, iniziativa che ha riscosso notevole successo!

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Maria Irene Severino

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In tema di diritto d'autore:

- DIRITTO D'AUTORE E FOTO CONDIVISE SU INSTAGRAM: CASO DONALD GRAHAM CONTRO RICHARD PRINCE

FOTO SEMPLICI E ARTISTICHE DA GOOGLE - TUTELA DIRITTO D'AUTORE (CASO COX V MARRAS)

OPERA D'ARTE COME LOGO: SI PUÒ?

 

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