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Il tribunale di Venezia si è occupato di recente di un caso in cui il conduttore di un'attività commerciale aveva dovuto chiudere da marzo a maggio 2020 a causa delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria e non aveva corrisposto canoni di locazione per quasi 7000 euro, così inducendo il locatore a intimare lo sfratto per morosità.

I giudici lagunari hanno rigettato l'istanza di rilascio dell'immobile locato e disposto la prosecuzione del giudizio, nel quale le parti saranno chiamate a rideterminare il canone di locazione "almeno" con riferimento al periodo marzo - maggio 2020.


Tre i punti chiave di questa decisione:
- il conduttore che ha dovuto chiudere durante il lockdown non può automaticamente pretendere di non pagare il canone;
- il conduttore si giova del contrattodilocazione anche durante il lockdown quantomeno per il "ricovero delle attrezzature e delle materie prime relative all’attività di ristorazione";
- le parti farebbero meglio a cercare un accordo prima di agire in giudizio: è infatti probabile che il giudice non conceda lo sfratto e imponga alle parti di cercare una soluzione che "salvi" il rapporto di locazione (ed eventuali posti di lavoro).

Si tratta di un'impostazione che avevamo indicato già a fine aprile in un precedente articolo, scritto in tempi non sospetti e nel video che vi riproponiamo - nel quale, tra l'altro, sottolineavamo proprio il fatto che, anche durante il lockdown, mentre l'attività del conduttore è chiusa e il contratto di locazione è in vigore:
1. il conduttore continua a mantenere nell'immobile locato i propri beni aziendali, con indubbio vantaggio: potrà non piacere, ma se l'alternativa fosse rimuoverli tutti e subito, ciò comporterebbe un disagio, un costo, o entrambi;
2. il locatore continua a essere responsabile nei confronti del conduttore sotto molteplici profili, persino per il fatto del terzo, anche con riferimento allo stato e alla sicurezza dei suoi beni aziendali, con l'ulteriore difficoltà che, stanti le limitazioni alla mobilità, per entrambe le parti è più complicato esercitare una costante vigilanza su immobile e beni al suo interno;
3. il diritto di disporre della cosa da parte del locatore continua a subire concrete limitazioni, giuridiche e pratiche.

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Alessio Storari

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