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Spese straordinarie per i figli: quali sono?

In un precedente videoarticolo abbiamo introdotto il tema della quantificazione dell'assegno di mantenimento dei figli e del rimborso delle spese straordinarie.

Di recente la Cassazione è tornata in argomento ribadendo che occorre distinguere tra:

  • spese straordinarie in senso stretto, cioè non ricomprese nell’importo dell’assegno di mantenimento stabilito a favore dei figli; 
  • spese straordinarie in senso lato, cioè da considerarsi ricomprese nell’importo stabilito a titolo di mantenimento.

Talvolta i protocolli dei tribunali adottano la distinzione tra:

  • spese straordinarie, cioè spese che eccedono l'ordinaria amministrazione e non sono ricomprese nell'assegno di mantenimento;
  • spese accessorie ma ordinarie, che di norma vengono ripartite tra i genitori senza che sia necessario tra loro un preventivo accordo (ad esempio: visite mediche specialistiche coperte dal servizio sanitario nazionale prescritte dal medico curante e spese scolastiche per libri di testo).

A prescindere dai termini utilizzati, in sostanza, per spese "straordinarie" si intendono spese che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità non coincidono con le spese che i genitori quotidianamente sostengono per i figli. Le altre spese, invece, sarebbero "ordinarie" e cioè, certamente da affrontare: ad esempio, tutte le spese scolastiche dei figli fino al conseguimento del diploma professionale, tecnico o liceale. 

Va da sé che a seconda delle scelte compiute dalla famiglia alcune spese potrebbero essere considerate "ordinarie" ancorché gravose: si pensi al caso in cui di comune accordo i genitori abbiano scelto di far frequentare al figlio una scuola privata. 

 

Spese universitarie: ordinarie o straordinarie?

Venendo al caso delle spese universitarie, si tratta di spese straordinarie? 

La Cassazione ha recentemente affermato che le spese universitarie non sarebbero eccezionali o imprevedibili ma quantificabili in anticipo per un figlio che già frequenta l'Università al tempo in cui viene stabilito il mantenimento dal tribunale. 

Seguendo il ragionamento della Cassazione sarebbe allora diverso il caso in cui i genitori non abbiano ancora concordato tra loro la prosecuzione degli studi dei figli, perché in questo caso le spese universitarie non sarebbero per i genitori "certe" a monte, tanto meno nel loro ammontare. 

In merito, il protocollo del tribunale di Verona prevede una disciplina delle spese accessorie da ripartire tra i genitori ma non include le spese universitarie né in quelle rimborsabili senza preventivo accordo né in quelle rimborsabili solo previo accordo, lasciando alle parti la possibilità di prevedere uno specifico accordo sul punto o di ricorrere al tribunale in caso di conflitto. 

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Martina Vivirito Pellegrino

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