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Quali attività "a costo zero" potrebbe e dovrebbe svolgere un giovane avvocato o un praticante per il bene del proprio progetto professionale?

1. comprarsi un dominio legato al proprio cognome, o anche più domini, e crearsi indirizzi e-mail professionali;
2. approfondire una materia, meglio ancora se una nicchia, di proprio interesse, obbligandosi a studiarla ogni giorno;
3. crearsi un blog o un video blog, dandosi come obiettivo quello di pubblicare almeno un contenuto a settimana;
4. presidiare tutti i social media: Linkedin (che non è LINCHEDIN), Facebook (con una pagina professionale distinta dalla pagina personale) e YouTube, da usare tutti come cassa di risonanza per i contenuti del proprio blog.

Si potrebbe obiettare che queste siano strategie adatte unicamente a chi voglia aprirsi uno studio da solo ma non è così.

Se siete in uno studio altrui e non ve lo fanno fare, chiedete (e chiedetevi): per quale ragione? Il titolare dello studio non dovrebbe essere contento che facciate esperienza in una specifica materia? O il problema è che se poi arriva un cliente è vostro e non dello studio? Se questi sono i problemi, vuol dire che i rapporti all'interno dello studio non sono chiari. La competenza e i clienti sono sempre una risorsa - da gestire, certo - ma mai non un problema.

Peraltro, se lavorate in uno studio altrui dovreste avere già un'adeguata visibilità: se c'è un sito internet, dovreste avere un profilo personale con il vostro curriculum e la vostra e-mail; se c'è un blog, i vostri articoli dovrebbero portare la vostra firma; se girate dei video, dovreste comparire in quelli di vostra competenza;

Se non avete ancora uno studio, o intendete cambiare, avere un'e-mail professionale e dei contenuti pubblicati vi darebbe una marcia in più.

Quando si tratta di confrontare i curriculum, alla fine, ci si basa soprattutto sull'università frequentata e sui freddi numeri (il numero degli anni impiegati a laurearsi e il voto di laurea).
Da un curriculum però non si comprende come scrive il candidato, né come si esprime, né se abbia approfondito davvero alcune materie.
Ben diverso sarebbe mandare un curriculum con la seguente accompagnatoria:

"Egregio avvocato, mi farebbe piacere candidarmi per collaborare con il suo studio.
Ho visto che vi occupate di X, Y e Z; a me interessa molto Z, che ho già avuto modo di approfondire.
Al riguardo, le segnalo questi articoli del mio blog (due punti, link al proprio blog).
Questo invece è un esempio di come espongo le materie che ho approfondito (due punti, link a un proprio video);
Questa infine è una base di persone che sono interessate al mio lavoro e che vorrei continuare a coltivare (due punti, link a una pagina di Linkedin o di Facebook ricca di contenuti e con una buona base di follower).
Allego in ogni caso il mio curriculum in versione standard
".

Ecco, noi non abbiamo mai ricevuto una candidatura di questo tipo ma, se dovesse capitare, lo apprezzeremmo molto.

Il vero problema - si fa per dire - è un altro: se comprerete il dominio, se creerete un'e-mail professionale, se approfondirete una specifica materia, se scriverete articoli e girerete video su quella materia, nel giro di un anno o due è molto probabile che non vorrete semplicemente utilizzare tutto questo come biglietto da visita per entrare nello studio di qualcun altro, ma starete già raccogliendo i frutti del vostro investimento.

È più probabile insomma, che vi ritroverete già con una certa autonomia e con un vostro progetto professionale, da portare avanti da soli o, meglio ancora, con qualcuno che condivida la vostra impostazione.

Iscrivetevi al nostro canale YouTube: abbiamo un'intersa sezione dedicata ad avvocati e praticanti.

Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito e seguiteci sui social media!

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Alessio Storari

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