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L'EVOLUZIONE DELLA GIURISPRUDENZA

La legge sull'assegno divorzile è del 1970 e la sua interpretazione è cambiata per adattarsi, tra l'altro, all'evoluzione della società italiana. 
Oggi, infatti, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i partner lavorano e non è affatto detto che l'eventuale sproporzione di reddito tra loro dipenda da scelte fatte per l'interesse della famiglia. 

UN ESEMPIO

Mi spiego meglio: se, pur avendo figli, una donna mantiene il lavoro che aveva prima del matrimonio e non rinuncia a occasioni specifiche di crescita lavorativa per dedicarsi alla famiglia, è evidente che il suo eventuale minor reddito rispetto al marito non dipende affatto dalle scelte fatte per la famiglia, perché, indipendentemente dal matrimonio, con ogni probabilità, quella donna avrebbe avuto comunque lo stesso reddito
In questo esempio, può essere preteso l'assegno divorzile?

LE FINALITÀ DELL'ASSEGNO DIVORZILE

La risposta presuppone un ragionamento sulle due principali finalità dell'assegno divorzile: 
- quella perequativa-compensativa finalizzata a riequilibrare la disparità economica delle parti dopo il divorzio
e
- quella assistenziale finalizzata a garantire al coniuge debole una vita dignitosa.
A seconda dei casi, l'assegno divorzile può essere richiesto per una o entrambe queste finalità. 

Per la finalità perequativa-compensativa, serve provare rigorosamente che la disparità economica all'interno della coppia sia stata causata da precisi sacrifici di uno dei coniugi per soddisfare le esigenze familiari; se non è così, niente assegno divorzile per questa specifica finalità. Per la finalità assistenziale, invece, occorre dimostrare che il coniuge debole non abbia mezzi sufficienti per un'esistenza dignitosa e che non possa procurarseli per ragioni oggettive. Per questa ragione, se il coniuge debole può contare su un reddito sufficiente, non può essere preteso l'assegno divorzile. 

TAKE-HOME MESSAGE

In definitiva, sulla base di questi principi, anche in presenza di una notevole sproporzione economica, il coniuge debole non può pretendere un assegno divorzile se non riesce a dimostrare che la differenza di reddito rispetto all'altro coniuge dipende da specifici sacrifici fatti per la famiglia e a rinunce significative che abbiano consentito all'altro coniuge di incrementare il proprio reddito. 
In altre parole, non basta sposare un partner benestante per potersi assicurare l'assegno divorzile!

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