FINE DELLA CONVIVENZA. COSE DA AFFRONTARE CON L'EX PARTNER
INDICE
In questo contributo parliamo di alcune questioni centrali di cui spesso le coppie conviventi devono discutere, alcune delle quali sono le stesse che devono affrontare le coppie sposate o unite civilmente che si separano.
SE NON CI SONO FIGLI È PIÙ SEMPLICE
Se convivete ma non avete figli è tutto più semplice.
In questo caso, solitamente occorre discutere di come dividere eventuali beni acquistati insieme (ad esempio: automobili, arredi di particolare valore, opere d'arte), nonché eventuali somme di denaro su conti correnti cointestati o investimenti, esattamente come accade per le coppie sposate che scelgono la comunione dei beni.
Rispetto alla gestione del patrimonio familiare in caso di convivenza, sarebbe utile capire prima quali sono le conseguenze delle proprie scelte: ad esempio, in linea di principio, se rimangono somme sul conto corrente cointestato si presume che siano al 50% di entrambi i conviventi e che perciò debbano essere divise in caso di fine della convivenza, a prescindere dal fatto che uno dei conviventi potrebbe aver contribuito di più.
Infatti, ciascun convivente contribuisce alle esigenze della famiglia in proprorzione alle proprie sostanze, proprio come nel matrimonio, per cui consigliamo sempre di pianificare bene le spese proprie e della famiglia, e di tenere a mente che, in caso di rottura della convivenza, è improbabile (salvi casi eccezionali) ottenere dei rimborsi dall'altro convivente.
LA CASA FAMILIARE
Un altro aspetto spesso da discutere riguarda la casa familiare.
Se uno dei conviventi è il proprietario è presto detto: l'altro convivente dovrà lasciare l'abitazione, ma entro quale termine?
La legge prevede che il convivente proprietario conceda un termine di almeno 3 mesi.
E se la casa è di proprietà di entrambi, sarà necessario accordarsi su cosa fare: se nessuno dei due è in grado di acquistare la quota dell'altro convivente o non è possibile trovare un accordo, purtroppo occorre rivolgersi al tribunale.
Se convivete ma non avete figli è tutto più semplice, perché se ci sono figli - come diciamo sempre - "la casa segue i figli", cioè la casa familiare viene assegnata al genitore presso cui vengono collocati i figli, senza alcuna prevalenza per il genitore proprietario della casa familiare e, pensate, anche nel caso in cui la casa familiare sia di proprietà di terze persone, come nel caso frequente in cui la casa familiare sia di proprietà dei nonni.
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