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Tizio, citato in giudizio da Caio, si rivolge a uno studio legale per essere difeso in tale giudizio.
Lo studio legale in questione è composto da due avvocati; Tizio conferisce mandato a entrambi e i due avvocati in effetti lavorano sempre insieme: scrivono a quattro mani gli atti, partecipano alle udienze, sottoscrivono la corrispondenza e così via.

Tizio vince la causa, per cui: da un lato, ha diritto di vedersi rimborsate da Caio le spese legali sostenute ma, dall'altro, deve pagare i propri avvocati.
Supponiamo che Tizio e i propri avvocati abbiano pattuito di applicare i compensi previsti dai parametri forensi e che tali compensi ammontino a 5000 euro.
È certo che Caio, soccombente in giudizio, sia obbligato a pagare a Tizio 5000 euro: sarebbe iniquo che la scelta di farsi difendere da un pool di avvocati gravasse sulla controparte.
Ma Tizio, ai propri avvocati, quanto deve corrispondere? 5000 euro o 10000 euro?

In caso di pluralità di difensori, si applica una regola stabilita negli anni Trenta, ribadita negli anni Quaranta e da ultimo nel 2014, nonché pacifica in giurisprudenza, anche di Cassazione: tale regola prevede che a ciascun difensore spettano i compensi per le sole attività svolte in concreto. In altre parole, ciascun difensore può chiedere al cliente il pagamento delle sole attività personalmente compiute.

Cosa succede, però, se - come nell'esempio di Tizio - gli avvocati fanno tutto insieme?
Succede che ciascuno di loro può chiedere a Tizio il compenso pieno per tutte le attività svolte, con la conseguenza che la parcella dei due avvocati potrà essere di importo doppio.

Questa regola è espressamente prevista dall'articolo 8, comma 1, del decreto ministeriale 55 del 2014, secondo il quale “Quando incaricati della difesa sono più avvocati, ciascuno di essi ha diritto nei confronti del cliente ai compensi per l’opera prestata, ma nella liquidazione a carico del soccombente sono computati i compensi per un solo avvocato”.

Come anticipato, insomma, il fatto di avere un pool di avvocati può comportare una duplicazione dei costi. Nell'esempio di Tizio, costui potrà recuperare 5000 euro da Caio ma dovrà pagare complessivamente 10000 euro ai propri due avvocati.

A questa conclusione sono giunte, di recente:

- la corte d'appello di L'Aquila, con la sentenza 10 marzo 2021, numero 371;

- la Corte di cassazione, con l'ordinanza 3 marzo 2022, numero 7030.

Naturalmente, nulla vieta alle parti del contratto di patrocinio - cioè avvocato e cliente - di pattuire una regola diversa in caso di mandato conferito a più difensori.

Ciò detto, è bene essere consapevoli che, se non si pattuisce una regola diversa, si applica quella generale, per cui se tutti i difensori fanno tutto insieme, l'importo della parcella può moltiplicarsi, quanto ai compensi, per il numero di difensori in questione.

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Sempre in tema di compensi, parcelle e rapporto fra avvocato e cliente, segnaliamo questo nostro video:

PLURALITÀ DI PARTI: UNA PARCELLA PROBLEMATICA

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