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In periodo di Covid-19 molti circoli di tennis si stanno chiedendo se sia possibile usare gli spogliatoi e fare la doccia: cosa prevede la normativa?

Prima di tentare di dare una risposta al quesito, alcune premesse:

1 - quello che segue è un parere professionale che deriva da una personale interpretazione di disposizioni emergenziali non particolarmente chiare e non sempre coordinate fra loro, che certamente non hanno come preoccupazione principale i tennisti;

2 - ci si riferisce in particolare alla situazione dei circoli affiliati alla Federazione Italiana Tennis del Veneto;

3 - per i circoli situati al di fuori del Comune di Verona, si suggerisce di verificare le ordinanze del Comune di appartenenza.

Bene, messe le mani avanti da bravi avvocati, tentiamo di dare una soluzione al quesito, cercando di utilizzare il linguaggio più semplice possibile e di limitare al minimo i richiami alle disposizioni (DPCM, ordinanze regionali, ordinanze comunali, eccetera).

Il DPCM del 24 ottobre 2020 stabilisce che:

le  sessioni  di  allenamento  degli  atleti, professionisti e non professionisti, degli  sport  individuali  e  di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla  presente  lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei  protocolli  emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva

per cui si può sostenere che i tennisti titolari di tessera atleta agonista (con ciò che ne consegue in relazione al certificato medico) possano allenarsi in impianti a porte chiuse (che non è sinonimo di "impianti chiusi", ovviamente), in quanto la disposizione di cui sopra:

- non contiene alcun divieto espresso di usare lo spogliatoio;

- non contiene alcun divieto espresso di farsi la doccia.

Questa disposizione non va confusa con l'altra, sempre contenuta nel DPCM (ma in un comma diverso) per cui:

l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli

che non ha nulla a che vedere con le sessioni di allenamento di atleti agonisti in impianti a porte chiuse.

Tornando appunto alle sessioni di allenamento di tennisti atleti agonisti in impianti a porte chiuse, quanto ai

protocolli  emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali

si segnala che la Federazione Italiana Tennis ha emanato tre protocolli, non per le sessioni di allenamento, ma:

- uno generale;

- uno per le competizioni individuali;

- uno per le competizioni a squadre;

nei quali si prevede, rispettivamente:

(protocollo generaleTutte le società sportive sono tenute a ... permettere l’utilizzo delle docce e degli spogliatoi, se consentito dalle disposizioni delle autorità di governo e locali. In tal caso la doccia va fatta uno alla volta, e deve essere comunque privilegiata la possibilità di farla a casa. Negli  spogliatoi la distanza interpersonale deve essere di almeno due metri.

(protocolli competizioniNell’utilizzo delle aree comuni (spogliatoi, doccia), laddove sia consentito, deve essere rispettata la distanza interpersonale di 2 metri. La doccia va fatta uno alla volta, e in ogni caso deve essere privilegiata la possibilità di farla a casa o in albergo.

Si potrebbe dunque ritenere che l'atleta agonista che si allena in impianti a porte chiuse possa anche farsi la doccia, nel rispetto del protocollo generale anzidetto (e anche per analogia con quanto si dovrebbe fare in caso di competizione, non esistendo - come detto - un protocollo per le sessioni di allenamento).

Il DPCM del 3 novembre 2020 ha ribadito la stessa previsione del DPCM di ottobre 2020, per cui nessuna novità al riguardo.

Per il Veneto, l'ordinanza regionale numero 151 del 12 novembre 2020 prevede:

Nei casi di competizioni sportive che si svolgono nel territorio regionale in conformità alle disposizioni del DPCM 3.11.2020 e ssmm., gli sportivi partecipanti alla competizione e gli accompagnatori provenienti da altre Regioni accedono all’impianto sportivo purché muniti di certificazione dell’avvenuta effettuazione di test con esito negativo non anteriore a 72 ore precedenti rispetto alla competizione agonistica

il che non riguarda le sessioni di allenamento.

Tutti conosciamo il principio - di buon senso, prima che giuridico - per cui ciò che non è vietato deve ritenersi consentito.

Se questo è vero, non ci pare di rinvenire alcuna espressa disposizione che precluda l'utilizzo degli spogliatoi e delle docce ai tennisti agonisti veneti che si allenino a porte chiuse in circoli affiliati alla Federazione Italiana Tennis.

Non ignoriamo che tutto il ragionamento si basa sull'ambiziosa equiparazione all'archetipo dell'atleta del tennista 4.5 che ha ottenuto ieri la tessera agonistica e ferma la pallina con la mano se gli si gioca alto e carico sul rovescio (parlo per esperienza) ma tant'è.

D'altra parte, come nel noto paradosso del calvo, se un 4.5 non è un vero agonista, qual è il discrimen? Il 3.1? Sì, ma quello dei primi anni 2000 o quello di adesso? Ed è più forte un B4 o un 2.8? Non si finirebbe più. (Un B4, comunque).

Data l'incertezza del tema, oltre che dei tempi, invito chiunque abbia spunti di riflessione a scriverci qui sotto, nei commenti.

Alessio Storari

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