SEPARAZIONE: DISOCCUPAZIONE E ASSEGNO DI MANTENIMENTO DEL CONIUGE
Torniamo nuovamente a trattare dell'assegno di mantenimento, cioè del contributo che il coniuge economicamente più debole può chiedere all'altro in sede di separazione coniugale. Sul nostro blog trovate molti video e articoli di approfondimento in materia di quantificazione dell'assegno di mantenimento.
Quando l'ex coniuge è disoccupato
In questo videoarticolo illustriamo un profilo specifico: per ottenere l'assegno di mantenimento, è sufficiente che l'ex affermi di non avere un lavoro? O deve anche provare di essersi concretamente attivato per trovare un'occupazione?
Certamente la potenziale capacità di guadagno viene tenuta in considerazione dal giudice per determinare l'assegno di mantenimento: infatti, il giudice deve considerare non solo i redditi attuali ma ogni bene o capacità personale del coniuge richiedente l'assegno di mantenimento suscettibile di valutazione economica.
In concreto, è decisivo stabilire se il coniuge che richiede l'assegno di mantenimento possa svolgere un'attività lavorativa retribuita; anche in un contesto in cui non sia facile rinvenire un'occupazione, il coniuge richiedente deve comunque attivarsi concretamente per trovare un lavoro idoneo: principio, questo, continuamente confermato dalla Corte di Cassazione (da ultimo, Cass. n. 20866/2021; Cass., n. 23318 con riferimento invece all'assegno divorzile).
In sostanza, sintetizzando alcuni concetti già espressi in articoli precedenti, l'assegno di mantenimento si giustifica e viene riconosciuto perché, nonostante la separazione, persiste tra i coniugi il dovere di assistenza materiale derivante dal matrimonio; l'assegno dunque viene riconosciuto per consentire al coniuge che non abbia adeguati redditi propri di mantenere il tenore di vita goduto durante il matrimonio.
Tuttavia, come detto, la richiesta del mantenimento non può essere accolta se il richiedente possa mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio semplicemente mettendo pienamente a frutto la propria capacità di lavoro; per capirci - salvo eccezioni - potrebbe essere già sufficiente passare da un lavoro a tempo parziale a un lavoro a tempo pieno.
Cosa deve provare il coniuge che chiede un assegno di mantenimento
In conclusione, chi chiede l'assegno deve provare:
- i presupposti del suo riconoscimento, tra cui l'esistenza di una condizione personale, patrimoniale e reddituale che giustifichi la richiesta di un contributo a carico dell'altro coniuge;
- il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio;
- di non avere responsabilità rispetto alla propria situazione di debolezza economica.
Più precisamente, il richiedente deve dimostrare di essersi concretamente proposto sul mercato del lavoro al fine di trovare un'occupazione in linea con il proprio profilo professionale e, quindi, che la situazione di debolezza economica non sia in realtà frutto di una sua libera scelta o, quanto meno, di una sua inerzia.
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