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Un caso concreto: figlio minore e papà che vive all'estero

Una cliente si è rivolta al nostro studio per ottenere l'affido esclusivo del figlio di 13 anni che era sempre e solo vissuto con lei e di cui solo lei aveva avuto cura, in assenza del papà che viveva all'estero.
Dopo aver approfondito la situazione, è emerso che il papà non aveva mai voluto partecipare alla vita del figlio, sebbene continuamente sollecitato dalla mamma.
Tra l'altro, non aveva mai corrisposto alcun mantenimento, costringendo la mamma a costanti sacrifici per provvedere alle sue esigenze.
Di fatto, la lontananza geografica era solo uno degli elementi - e il meno rilevante, a dire il vero - da sottoporre al tribunale per chiedere l'affidamento esclusivo del minore.

La decisione del tribunale


L'affidamento esclusivo non può dipendere dalla lontananza geografica: ad esempio, esistono papà che vivono all'estero molto più presenti nella vita dei propri figli di alcuni papà che vivono nella loro stessa città. Tutto dipende, chiaramente, dal modo in cui i genitori intendono concretamente assumersi le proprie responsabilità genitoriali. Nel caso della nostra cliente, era documentato il disinteresse del papà - anche nel corso del procedimento - nonostante tutti i tentativi della mamma di agevolare il rapporto padre-figlio e la partecipazione del papà alle scelte che riguardavano il minore. Per tale ragione, il tribunale ha ritenuto di affidare in via super-esclusiva il minore alla mamma sottolineando che erano "emerse delle reiterate condotte di trascuratezza e disinteresse del padre nei confronti del minore, delegando egli sostanzialmente ogni cura e responsabilità alla madre" (…) "egli infatti non solo non ha partecipato effettivamente alle decisioni riguardanti il medesimo minore né ha contribuito – per anni – al suo mantenimento, ma non ha nemmeno voluto mantenere dei rapporti stabili ed equilibrati con il figlio e con il genitore collocatario prevalente". Nel caso in questione, ad esempio, il papà non rispondeva mai alla mamma o lo faceva con un ritardo di settimane o addirittura mesi, modalità del tutto incompatibile con la necessità di prendere decisioni nell'interesse del minore, né contattava il figlio o veniva in Italia per passare del tempo con lui. 

conclusione: il ruolo della lontananza geografica nella valutazione dell'affido esclusivo o congiunto


In definitiva, l’affido super-esclusivo in favore della mamma è apparso il regime maggiormente rispondente all’interesse del minore, senza che la lontananza geografica abbia realmente influito sulla scelta del tribunale
Se il papà avesse dimostrato in concreto la sua volontà e capacità di affrontare, insieme alla mamma, le sfide che derivano dall'essere genitori, con ogni probabilità il tribunale avrebbe comunque disposto l'affido condiviso. 

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