Torna indietro

Il mediatore immobiliare svolge tutte le attività funzionali alla messa in contatto di due soggetti: il venditore e l'acquirente di un immobile. Quando questi due soggetti raggiungono un'intesa e stipulano il contratto finalizzato al trasferimento della proprietà dell'immobile, sorge il diritto del mediatore alla provvigione, che la parte o le parti corrispondono nella misura concordata. 

Questa affermazione è ricorrente, in giurisprudenza, anche nella prassi, ma non spiega quali sono i presupposti del diritto alla provvigione. Quand'è, allora, che sorge, in concreto, il diritto del mediatore alla provvigione? E che cosa deve dimostrare il mediatore per ottenere il pagamento della provvigione - eventualmente anche in un giudizio, se nasce una controversia tra le parti? 

L'onere della prova in capo al mediatore è complesso e riguarda principalmente tre aspetti.

1. Il mediatore deve provare il rapporto di mediazione instaurato con il venditore o con l'acquirente; è necessario disporre di un incarico scritto? per la giurisprudenza, è utile ma non essenziale; infatti è sufficiente che il mediatore possa dimostrare che il cliente ha accettato l'attività, svolta in suo favore, e se ne è avvantaggiato.

2. il mediatore deve dimostrare di aver messo in relazione le due parti - il venditore e il soggetto interessato all'acquisto - e che l'accordo raggiunto sia frutto della sua attività. La giurisprudenza ha chiarito che non è necessaria la partecipazione del mediatore a tutte le trattative - che possono essere complesse e protrarsi anche per un lungo periodo di tempo - ma è sufficiente che il primo contatto tra le parti, avvenuto grazie all'opera del mediatore, sia stato determinante. 
Abbiamo detto che le trattative possono impegnare le parti per un lungo periodo di tempo. In questi casi, l'onere della prova in capo al mediatore è più gravoso perché le parti potrebbero aver abbandonato le trattative, ad esempio perché non era stato possibile raggiungere un punto di incontro su un aspetto rilevante dell'operazione, e averle poi riprese per effetto di una circostanza nuova e indipendente da quel primo incontro. Un elemento a favore del mediatore, allora, potrà essere l'identità delle condizioni finali rispetto a quelle discusse nella fase iniziale delle trattative che si erano svolte in sua presenza. Ancora, sarà rilevante il tempo trascorso tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare. 

3. Infine, tra le parti messe in contatto dal mediatore, deve essersi costituito un vincolo giuridico di intensità tale da consentire all'acquirente di agire in giudizio per ottenere la stipula del contratto con cui si trasferisce la proprietà dell'immobile e al venditore di ottenere il risarcimento del danno per l'ipotesi dell'inadempimento della controparte.

Nello specifico, allora, non è sufficiente che il potenziale acquirente abbia formulato una proposta, anche irrevocabile, d'acquisto; allo stesso modo, non è sufficiente la stipula di un patto di opzione. In entrambi i casi, infatti, è vincolata una sola parte contrattuale. 

Iscrivetevi al nostro canale YouTube: abbiamo un'intera sezione dedicata al diritto civile.

Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito e seguiteci sui social media!

--

Sara Uboldi

Condividi questo contenuto
Non ci sono ancora commenti: commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contraddistinti dal simbolo *

Inviando confermo il consenso al trattamento dei dati personali che ho inserito nel modulo disciplinato dalla Privacy Policy

Questo sito usa cookie anche di terzi per migliorare la navigazione: accetta per consentirne l'utilizzo

Accetta Cookie Policy