I prestanome finanziari
INDICE:
- IL TUO CONTO CORRENTE POTREBBE DIVENTARE PARTE DI UNA TRUFFA
- COME VENGONO TROVATE?
- I PRESTANOMI FINANZIARI NEL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE
IL TUO CONTO CORRENTE POTREBBE DIVENTARE PARTE DI UNA TRUFFA
Ti offrono 500 euro per ricevere un bonifico sul tuo conto e girarlo a un'altra persona. sembra un modo facile per guadagnare, in realtà potresti stare riciclando il denaro di una truffa. È uno dei sistemi utilizzati dalle organizzazioni criminali per far sparire il denaro rubato online, e funziona così: immagina che una persona venga truffata per 20.000 euro. Il truffatore ha un problema, non può semplicemente dire alla vittima: “Mandami 20.000 euro sul mio conto corrente personale.” Quel conto sarebbe immediatamente collegabile alla sua identità. Quindi serve qualcuno che riceva il denaro al posto suo. Ed è qui che entrano in gioco i cosiddetti prestanome finanziari. Sono persone che mettono a disposizione il proprio conto corrente, oppure ne aprono uno appositamente, per ricevere denaro proveniente da altre persone.
COME VENGONO TROVATE?
Uno dei metodi più comuni sono i falsi annunci di lavoro. Potresti trovare online un'azienda che cerca un “collaboratore per i pagamenti”. Il lavoro è semplicissimo: ricevi del denaro sul tuo conto; trattieni una percentuale, magari il 5 o il 10%; trasferisci il resto seguendo le istruzioni dell'azienda. Peccato che quell'azienda potrebbe non esistere e i soldi che hai appena ricevuto potrebbero provenire dalla vittima di una truffa. A questo punto l'organizzazione deve far perdere le tracce del denaro. Quindi quei 20.000 euro possono essere immediatamente divisi, una parte viene trasferita verso un altro conto, una parte utilizzata per acquistare criptovalute, un'altra può essere inviata a un secondo prestanome. In pochissimo tempo il denaro può passare attraverso diversi soggetti e diversi Paesi. Questo serve a creare distanza tra la vittima e chi controlla realmente l'organizzazione ed è proprio qui che nasce un problema enorme durante le indagini. Perché quando la vittima denuncia la truffa, uno dei primi soggetti identificabili potrebbe essere proprio il titolare del conto sul quale ha effettuato il bonifico, ma quella persona non è necessariamente il vero organizzatore della truffa. Potrebbe essere semplicemente uno degli ultimi anelli della catena e in alcuni casi potrebbe persino essere convinta di stare svolgendo un normale lavoro. Questo, però, non significa che mettere a disposizione il proprio conto sia privo di conseguenze. Se qualcuno ti propone di ricevere denaro da sconosciuti sul tuo conto personale e trasferirlo altrove in cambio di una commissione, dovrebbe immediatamente scattare un campanello d'allarme. Soprattutto quando non esiste una ragione economica chiara per cui quel denaro debba passare proprio attraverso di te.
I PRESTANOMI FINANZIARI NEL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE
Lo stesso sistema esiste anche con le criptovalute. Ti possono chiedere di ricevere denaro, comprare Bitcoin o altre criptovalute e inviarle verso un indirizzo che ti viene indicato. Il risultato è lo stesso. L'organizzazione ottiene un ulteriore passaggio tra il denaro della vittima e la propria destinazione finale ed è per questo che, quando analizziamo una truffa, trovare il primo conto corrente o il primo portafoglio che ha ricevuto il denaro non significa necessariamente aver trovato il truffatore. Bisogna ricostruire tutti i passaggi successivi e cercare il punto in cui il denaro arriva finalmente a un soggetto identificabile. Quindi, se qualcuno ti propone un lavoro nel quale devi utilizzare il tuo conto corrente per ricevere e trasferire denaro di altre persone non pensare soltanto: “Mi stanno offrendo soldi facili.” Chiediti soprattutto: “Perché un'organizzazione dovrebbe avere bisogno del mio conto corrente per ricevere i propri pagamenti?” Perché potresti non essere stato assunto per un lavoro: potresti essere diventato parte della truffa.
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