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Come si ripartiscono i debiti dell'eredità

Uno dei quesiti che si rivolgono spesso a un avvocato in tema di successione riguarda la sorte dei debiti del de cuius; solitamente questa domanda è posta dai chiamati all'eredità che sono a conoscenza della situazione patrimoniale del de cuius e dei debiti maturati da quest'ultimo.

Il codice civile disciplina specificamente la sorte dei debiti e dei crediti dell'eredità

In particolare, l'articolo 752 c.c. prevede la ripartizione dei debiti del defunto tra i coeredi in base alle quote di eredità; il frazionamento in quote del debito è un effetto automatico - l'unica eccezione riguarda la deroga espressa del testatore.

Facciamo alcuni esempi: se muore Tizio, marito di Caia e padre di due figli, e l'eredità è devoluta in base alla legge al coniuge e ai due figli, i coeredi dovranno rispondere dei debiti di Tizio in base alle rispettive quote di eredità, cioè Caia e i due figli saranno obbligati a pagare 1/3 ciascuno del debito di Tizio. 

Se, invece, Tizio ha fatto testamento allo scopo di attribuire alla moglie Caia, insieme alla quota di legittima che le spetta per legge, anche la quota disponibile, e ai due figli la sola quota di legittima, i coeredi dovranno rispondere dei debiti di Tizio in base alle rispettive quote di eredità, cioè Caia dovrà pagare la metà del debito di Tizio e i due figli saranno obbligati a pagare 1/4 ciascuno. 

Il creditore può agire contro solo un erede per il pagamento dei debiti dell'eredità?

La regola che abbiamo enunciato riguarda i rapporti interni tra i coeredi e non il creditore, il quale, alla morte del debitore, potrebbe rivolgersi anche a uno solo degli eredi per chiedere il pagamento di tutte le somme dovute - ad esempio, perché non conosce l'identità di tutti i coeredi oppure non è a conoscenza del testamento redatto dal debitore, oppure ancora perché è più sicuro della capienza di un erede piuttosto che di un altro. 

In questo scenario, il coerede destinatario della richiesta di adempimento ha l'onere di informare il creditore delle vicende successorie e, quindi, di indicare la propria quota di eredità. Seguendo l'ultimo esempio di cui sopra: il figlio di Tizio, destinatario della richiesta di pagamento integrale del debito ereditario, è tenuto a informare il creditore dell'esistenza di altri coeredi e del contenuto del testamento redatto dal padre allo scopo di pagare un importo di denaro pari a 1/4 del debito paterno.
Sarà il creditore a rivolgersi alla moglie Caia e alla figlia per ottenere il pagamento delle ulteriori somme nella misura pari alle rispettive quote di eredità.

La regola del frazionamento in quote vale anche per le spese funerarie. Se un coerede si fa carico delle spese successive alla morte del de cuius, ha il diritto di chiedere il rimborso pro quota agli altri coeredi. 

Il frazionamento in quote vale anche per l'ipotesi del debito solidale. Con la morte di uno dei debitori in solido non viene meno la solidarietà tra i debitori ma il coerede del debitore defunto sarà obbligato al pagamento - insieme agli altri obbligati in solido - fino alla concorrenza della propria quota ereditaria. 

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Sara Uboldi

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