Il copy trading è legale?
INDICE:
COPY TRADING - LA DEFINIZIONE
Il copy trading è un servizio che consente a un investitore di replicare automaticamente le operazioni di trading effettuate da un altro soggetto, spesso definito “trader esperto” o “strategy provider”. Dal punto di vista legale, però, è fondamentale chiarire subito un concetto chiave: non si tratta di una gestione patrimoniale e non è una delega di potere decisionale. L’account di trading resta sempre intestato all’investitore.
Le operazioni vengono eseguite automaticamente, sì, ma sulla base di un consenso preventivo fornito dall’utente alla piattaforma. Questo dettaglio è centrale per comprendere responsabilità e rischi. Molti utenti pensano che copiare un trader significhi “affidare i propri soldi a qualcun altro”.
Giuridicamente, non è così. Il trader copiato:
– non ha un obbligo fiduciario verso chi lo segue;
– non è responsabile delle perdite di chi lo segue;
– non fornisce consulenza personalizzata.
Nella maggior parte dei casi, è semplicemente un utente che rende pubbliche le proprie operazioni, senza assumere alcun impegno contrattuale verso terzi. Questo significa che non esiste alcun diritto al risarcimento in caso di perdite subite copiando un trader.
QUALI SONO I RISCHI?
Passiamo ora ai rischi, che non sono solo economici ma, anche, giuridici. Il primo rischio è evidente: copiando le operazioni, copi anche le perdite. Le performance passate, anche se positive, non hanno alcun valore legale come garanzia. Inoltre, il trader copiato: può cambiare strategia senza preavviso;
– può aumentare il livello di rischio;
– può operare in mercati altamente volatili.
Dal punto di vista contrattuale, le piattaforme di copy trading si tutelano apertamente, specificando che il servizio è fornito “così com’è” (as is) e che l’utente accetta integralmente il rischio di investimento. C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: la responsabilità fiscale. Il copy trading non esonera gli utenti dagli obblighi dichiarativi: ogni plusvalenza, ogni perdita, ogni movimento rilevante resta fiscalmente imputabile all’investitore. Il fatto che le operazioni siano copiate automaticamente non ha alcuna rilevanza per il fisco.
In altre parole: dal punto di vista tributario, stai sempre operando tu.
IL COPY TRADING, QUINDI, È LEGALE?
Veniamo ora alla domanda più frequente: il copy trading è legale?
La risposta è sì, ma con alcune precisazioni fondamentali. Il copy trading è lecito se offerto da piattaforme autorizzate o comunque conformi alla normativa vigente nel Paese in cui operano. In ambito europeo, questi servizi rientrano generalmente nell’offerta di servizi di investimento esecutivi o tecnologici, non nella consulenza finanziaria personalizzata, ai sensi della normativa MiFID. Questo è il motivo per cui le piattaforme ribadiscono costantemente che non forniscono raccomandazioni di investimento. La conseguenza è chiara: non esistono tutele tipiche della consulenza finanziaria, perché non stai ricevendo consulenza.
IN SINTESI
In sintesi, dal punto di vista legale, il copy trading è:
– uno strumento tecnico;
– privo di delega decisionale;
– privo di garanzie di risultato;
– con responsabilità interamente in capo all’investitore.
Non è illegale ma non è nemmeno una scorciatoia giuridica per ridurre rischio o responsabilità. Dal punto di vista del diritto, anche se stai copiando qualcun altro, stai sempre investendo tu.
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