Le condizioni generali di contratto B2B

Consulenza e assistenza in materia contrattuale.
 

Il nostro studio legale a Verona assiste società, imprenditori e professionisti nella crescita della loro attività, sia nella fase di sviluppo e redazione di contratti commerciali (di molte tipologie) sia nella fase di analisi di eventuali contratti imposti da partner commerciali più forti.

A monte di singoli contratti specifici B2B spesso si pongono le c.d. condizioni generali di contratto, che rappresentano la base per regolare una serie indefinita di rapporti contrattuali: tali condizioni - per l'appunto "generali" - vengono predisposte unilateralmente da uno dei contraenti e sono pienamente efficaci nei confronti dell'altro se, al momento della conclusione del contratto, questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza. 

Ai fini della relativa validità non c'è necessità di sottoscrivere le condizioni generali poiché il problema si pone solo per le clausole vessatorie (v. sotto). 

Le condizioni contrattuali generali si rivelano spesso uno strumento utile per "snellire" la negoziazione e la regolamentazione dei rapporti contrattuali: ad esempio, prima della conclusione di un contratto di vendita di beni e fornitura di servizi B2B, è ben possibile che il venditore inviti il compratore a prendere visione delle proprie condizioni generali, magari pubblicate sul retro di un classico ordine di acquisto o sul proprio sito internet. 

In altre parole, il contraente ha l'onere di attivarsi per conoscere eventuali condizioni generali applicabili prima della conclusione del contratto usando la c.d. "ordinaria diligenza", ossia il grado di attenzione/competenza/sforzo che mediamente è possibile attendersi da una società, un imprenditore o un professionista nell'ambito dei rapporti B2B.  

Le clausole vessatorie contenute nelle condizioni generali B2B

 

Nell'ambito della disciplina delle condizioni generali, il codice civile individua alcune c.d. clausole vessatorie che non sono efficaci se non approvate espressamente per iscritto - si parla, infatti, per questa tipologia di clausole, di necessità di "doppia sottoscrizione" o di "specifica sottoscrizione".

Si tratta di clausole che aggravano la posizione del contraente che NON partecipa alla redazione delle condizioni generali e si trova vincolato ad esse senza poterle negoziare - come detto, sulla base di un mero criterio di conoscibilità. 

L'elenco delle clausole vessatorie è contenuto nell'articolo 1341, secondo comma, del codice civile ed è tassativo, ossia non possono esservi incluse clausole ulteriori, ancorché "gravose" per uno dei contraenti: come abbiamo spiegato in altri contributi presenti sul nostro blog, una volta stipulato, “il contratto ha forza di legge tra le parti”, ossia è vincolante per i contraenti in tutte le sue clausole, per quanto sbilanciato possa essere (nei limiti consentiti dal codice civile). 

Ad esempio, la clausola risolutiva espressa non viene menzionata dal codice civile tra quelle che richiedono la doppia sottoscrizione, per cui secondo la giurisprudenza tale clausola non ha natura di clausola vessatoria: una parte/entrambe le parti può/possono riservarsi il diritto di chiedere la risoluzione del contratto valutando in anticipo l'importanza di un particolare inadempimento, senza cioè la necessità di provare la doppia sottoscrizione della clausola in questione. 

Poiché la predisposizione di condizioni generali e di clausole vessatorie è particolarmente complessa, è bene affidarsi a professionisti che possano guidare la parte che intende dare ai propri rapporti commerciali una disciplina contrattuale "di base" ma fondamentale (ad esempio: con riferimento a obbligazioni reciproche, durata del contratto, recesso, risoluzione, disciplina del rinnovo, dterminazione di legge applicabile, giurisdizione e competenza), cui eventualmente accompagnare ulteriori documenti (ad esempio: preventivo, ordine di acquisto, contratto specifico, patto di non concorrenza, accordo di riservatezza o N.D.A. - Non Disclosure Agreement).

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