Cosa sono i contratti di licenza d’uso di software?

I contratti di licenza d'uso di software sono accordi con cui una parte (detta licenziante) concede a un’altra parte (detta licenziataria) il diritto di utilizzare il software senza trasferirne anche la proprietà.

Per poter stipulare un accordo di licenza d’uso, la parte licenziante deve essere titolare dei diritti di utilizzazione economica del software – se non di tutti, quanto meno del diritto di stipulare accordi di licenza. In principio, i diritti di utilizzazione economica del software spettano al suo autore, che però ha il diritto di cederli a terzi, anche a pagamento (ad esempio, alla società che ha commissionato all’autore la creazione del software).

Se ha conservato la titolarità dei diritti di utilizzazione economica del software (e, in particolare, il diritto di stipulare accordi di licenza), l’autore avrà anche il diritto di cedere a una controparte il diritto di utilizzare il software.

Se, invece, l’autore del software ha ceduto i diritti di utilizzazione economica, sarà il titolare di tali diritti a poter cedere a una controparte il diritto di utilizzare il software. Ovviamente, questo è il caso solo se i diritti di utilizzazione economica ceduti dall’autore comprendono anche il diritto di stipulare accordi di licenza.

Ricordiamo che il software è protetto dalla legge sul diritto d'autore, al pari dei diritti di sfruttamento economico dello stesso.

A cosa servono i contratti di licenza d’uso di software?

I contratti di licenza d’uso di software vengono utilizzati dalla parte licenziante per consentire a terzi licenziatari di utilizzare un software senza trasferire anche la proprietà del software: pensiamo, per esempio, a quei software che vengono sviluppati appositamente per essere commercializzati ai consumatori privati. In alcuni casi, la parte licenziante si riserva il diritto concedere il software in licenza d’uso anche in futuro, a ulteriori soggetti.

Come metodo di distribuzione del software, la licenza d’uso presenta due vantaggi:

  1. consente alla parte licenziante di stipulare, in ipotesi, infiniti contratti di licenza d’uso, rendendo il proprio business scalabile e più accessibile pur mantenendo un certo grado di controllo sul software;
  2. consente alla parte licenziataria di utilizzare un software senza doverlo acquistare, il che spesso si traduce in costi inferiori di accesso al software e in una maggiore flessibilità di utilizzo (ad esempio, si pensi alla possibilità di pagare un canone periodico per il solo periodo di utilizzazione).

Quali tipologie di contratti di licenza d’uso di software esistono?

Le tipologie sono molteplici e, astrattamente, infinite.

In alcuni casi, il software è dedicato alla generalità dei consumatori e venduto su supporti materiali (ad esempio: DVD, scheda di memoria) o tramite download. In altri casi, è dedicato a specifici soggetti industriali, commerciali o professionali per l’utilizzo a scopo di lucro o nell’ambito di attività d’impresa o professionale (spesso insieme a servizi di formazione, assistenza, manutenzione).

In alcuni casi, il licenziatario acquista il diritto di utilizzare il software in esclusiva, così privando di analogo diritto i terzi (ad esempio: i concorrenti), magari solo per un certo periodo di tempo e/o in un certo territorio. In altri casi, il licenziatario acquista il diritto di utilizzare il software al pari di chiunque altro, dunque senza alcuna esclusiva.

In alcuni casi, il licenziatario acquista il diritto di utilizzare gratuitamente il software per sempre. In altri casi, il licenziatario potrà utilizzarlo solo per un certo periodo e/o solo attraverso un certo numero di installazioni e/o con certe limitazioni. In altri casi ancora, l’utilizzatore finale ha addirittura accesso al codice sorgente del software.

Quali altri contratti consentono di utilizzare un software?

Licenza d’uso a parte, le figure principali di contratti che trasferiscono il diritto di utilizzare un software sono:

  • i contratti di compravendita di software, con cui il proprietario del software ne cede definitivamente la proprietà al compratore;
  • i contratti di sviluppo di software, con cui un soggetto committente affida a un soggetto produttore la creazione di un software: di solito, in questi casi, il produttore ne resta solo autore e il committente acquista il diritto di sfruttarlo economicamente (ad esempio, attraverso la stipula di contratti di licenza d’uso con i propri clienti).

In tutti questi casi – licenza, vendita e sviluppo software – solo un’attenta analisi dei contratti stipulati fra le parti coinvolte consente di stabilire con certezza quali diritti spettino a ciascuna delle parti.

E il brevetto di software?

Il Codice della Proprietà Industriale (d.lgs. 30/2015) stabilisce, all’articolo 45, che non sono considerati come invenzioni brevettabili i “programmi di elaboratore” (cioè i software) “in quanto tali”.

Cosa significa che non è brevettabile il software “in quanto tale”? Significa che è brevettabile solo quel software che determini un effetto tecnico tangibile esteriormente: ad esempio, consentire a un operatore di controllare il funzionamento di un macchinario da remoto.

Sul punto, si segnalano:
la scheda informativa del Ministero italiano competente
- in lingua inglese, la scheda informativa dell’Ufficio Brevetti Europeo (E.P.O.)

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