COSA SI INTENDE PER DIRITTO DI FAMIGLIA EUROPEO?

Siamo al fianco dei nostri clienti in caso di controversie familiari transfrontaliere, ossia:

QUALI PROFILI REGOLA IL DIRITTO DI FAMIGLIA EUROPEO?

Il diritto dell'Unione europea affronta le questioni di diritto di famiglia con riferimento ai seguenti profili:

I) la COMPETENZA GIURISDIZIONALE, per stabilire quale giudice di uno Stato Membro dell'Unione europea sia competente a decidere una controversia familiare;

II) la LEGGE APPLICABILE, per stabilire quale legge di uno Stato Membro dell'Unione europea o di uno stato terzo sia applicabile alla controversia familiare;

III) il RICONOSCIMENTO, per comprendere come avvenga il riconoscimento di una decisione o di un atto proveniente da un altro Stato Membro dell'Unione europea;

IV) l'ESECUZIONE, per comprendere quali procedure occorra seguire per ottenere l'esecuzione di una decisione emessa in un altro Stato Membro dell'Unione europea.

I profili appena indicati sono disciplinati dall'Unione europea con una pluralità di strumenti a seconda della natura della controversia.

DI COSA CI OCCUPIAMO?

Il nostro studio si occupa dello studio e dell'applicazione dei seguenti strumenti legislativi in materia di diritto di famiglia europeo:

  • regolamento europeo n. 2201 del 2003 (c.d. Bruxelles II-bis), in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che dal 1° agosto 2022 verrà sostituito dal regolamento regolamento n. 1111 del 2019 (c.d. Bruxelles II-ter);
  • regolamento europeo n. 1259 del 2010 (c.d. Roma III), relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale;
  • regolamento europeo n. 4 del 2009, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari;
  • regolamento europeo n. 1103 del 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi;
  • regolamento europeo n. 1104 del 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate;
  • regolamento europeo n. 650 del 2012, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo;

nonché di altri strumenti internazionali quali:

  • convenzione Aja del 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori;
  • convenzione Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. 

LA SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI E TUTELA DEL DIRITTO DI VISITA

Ci occupiamo di casi di sottrazione internazionale di minori:

- sottrazioni dall’Italia verso uno Stato estero (c.d. procedure attive); 

- sottrazioni da uno Stato estero verso l’Italia (c.d. procedure passive)

IL RAPPORTO TRA I PRINCIPI DI DIRITTO EUROPEO DELLA FAMIGLIA E LA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI

La Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali ("CEDU") pone stringenti obblighi, sostanziali e procedurali alle autorità degli Stati Membri del Consiglio d'Europa, per garantire l’effettività dei diritti in essa stabiliti: il diritto al rispetto della vita privata e familiare è garantito dall'articolo 8 della CEDU, il cui ambito di applicazione è stato nel tempo elaborato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (“Corte EDU” o "Corte di Strasburgo"). 

Sebbene l'Unione europea non sia formalmente parte del Consiglio d'Europa, tutti gli Stati Membri dell'Unione europea ne sono singolarmente membri e, pertanto, i giudici interni sono vincolati - anche nell'applicazione delle normative europee e internazionali - al rispetto delle garanzie sostanziali e procedurali previste dalla CEDU e dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. 

Ad esempio, la Corte EDU si è più volte occupata specificamente dei rapporti tra CEDU e Convenzione de L’Aja del 1980, valutando caso per caso la presenza di violazioni di diritti fondamentali nelle procedure nazionali ai sensi della citata Convenzione in materia di sottrazione internazionale di minori (a titolo esemplificativo: Rinau c. Lituania, n. 10926/09, del 14 gennaio 2020; Andersena c. Lettonia n. 79441/17, del 19 settembre 2019; Vladimir Ushakov c. Russia, n. 15122/17, del 18 giugno 2019; Adžić c. Croazia (no. 2), n. 19601/16, del 2 maggio 2019; Vilenchik c. Ucraina, n. 21267/14, del 3 ottobre 2017; Adžić c. Croatia (no. 1), n. 22643/14 del 12 marzo 2015 e X c. Lettonia [GC], n. 27853/09 del 26 novembre 2013).

PER CONSULENZA MIRATA

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